Suggerimenti e consigli per un viaggio in Giappone

Lascio da parte nostalgia, ricordi, persone e fritture.
E come promesso tento di mettere giù una lunga, ma organizzata, serie di suggerimenti per un viaggio in Giappone. Sperando di essere utile a chi andrà nel Sol Levante come altri blogger lo sono stati con me.

Tutto quello che c’è da sapere sul Japan Rail Pass
Se pensate di stare in Giappone più di una settimana, spostandovi spesso, è la prima cosa da acquistare quando siete ancora in Italia (lì non lo vendono). I treni nipponici sono efficientissimi, ma costano. Attenzione però: il pass potrebbe non essere la soluzione più economica se avete in programmi pochi spostamenti in treno. Potete usare questo sito per calcolare tempi di percorrenza e costi delle tratte che avete in programma, in modo da capire quanto risparmiereste effettivamente acquistando il JRP.
Ricordatevi che il pass vi fa viaggiare gratis su tutte le linee JR, ma non su quelle delle altre ferrovie o sulla metropolitana. A Tokyo, ad esempio, potrete usare senza pagare la Yamanote line che tocca alcuni dei principali quartieri turistici. Mentre se pensate di andare sul Koyasan da Kyoto od Osaka il pass vi servirà a poco, visto che il treno porta all’altipiano è della Nankai.
Avete tre alternative al momento dell’acquisto: una, due o tre settimane. Studiate in base al vostro programma di viaggio la più conveniente. Io, ad esempio, ho preferito viaggiare a pagamento a Tokyo e attivare il pass sono per due settimane dopo che ho lasciato la capitale. In Italia vi daranno un voucher da scambiare con l’originale una volta arrivati. Il pass va ritirato e attivato (comunicherete la data esatta a un impiegato) negli appositi uffici dei principali aeroporti o stazioni giapponesi. Potete acquistarlo direttamente a Roma o Milano, oppure farvelo spedire a casa (pagando il corriere). Per maggiori informazioni date un’occhiata a questo sito. Un ultimo consiglio: il prezzo del JRP viene periodicamente adeguato al cambio. Io ho rischiato di pagarlo 60 euro in più. Quindi assicuratevi di acquistarlo prima di un eventuale aumento, potete chiedere direttamente a chi lo vende se ci sono in programma adeguamenti delle tariffe.

Itinerario: dove andare e quanto spendere
Ho fatto la stessa domanda a un paio di amici che erano stati in Giappone e ho avuto (giustamente) la stessa risposta: "Dipende da quanto tempo hai e da quanti soldi hai". Il Sol Levante, per il momento almeno, è una meta decisamente abbordabile. Escludendo volo dall’Italia ed eventuale JR Pass, diciamo che con un budget di 80 euro al giorno si può viaggiare comodi, anche se non nel lusso.
Per quanto riguarda l’itinerario i miei consigli sono semplici.
Se avete una settimana e pensate di non tornare mai più in Giappone fate tre giorni a Tokyo e il resto a Kyoto.
Se avete 10-14 giorni potete aggiungere qualche giorno a Tokyo, magari con una visita in giornata a Nikko, oltre che una gita a Nara da Kyoto. Da lì in giornata potete anche raggiungere Hiroshima, il museo della bomba va visto. Tentate di lasciare qualcosa anche per Osaka: è la città più terrona e accogliente che io abbia incontrato. Non sottovalutatela, nonostante quello ciò che dicono le guide turistiche.
Se avete dalle tre settimane in su all’itinerario di sopra potete aggiungere posti come Takayama, Kanazawa, Nagano, Kobe o il Koyasan. Dipende da ciò che cercate: tradizioni, cibo, cultura o templi. A voi la scelta.

L’annosa questione della lingua
Arrivare in Giappone e pretendere di parlare con chiunque in inglese è come fare lo stesso in una qualsiasi regione italiana del Sud. Se non parlate giapponese, come me, procuratevi almeno un buon frasario: nei paesini più piccoli sarà indispensabile. Quando non vi capiscono usate l’innata gestualità italiana, sarete comici ma apprezzeranno. I giapponesi adorano l’Italia, approfittatene per farvi aiutare.

Soldi e carte di credito
Nonostante il crollo che ha seguito la crisi greca l’euro, tutto sommato, resta forte sullo yen. La cosa migliore che possiate fare, epr ottenere un cambio favorevole, è cambiare i soldi alla poste in Italia. Dovere prenotare i vostri yen con un discreto anticipo però, due settimane sarebbero l’ideale.
Una volta arrivati sul posto potreste cambiare gli euro, ma non vi converrebbe. I bancomat locali non funzionano quasi mai con le carte straniere, siete avvisati. In compenso potrete contare sui bancomat delle poste giapponesi, facilmente identificabili dalla t bianca con sopra una linea su sfondo rosso. La carta Bancoposta, per esempio, lì funziona senza problemi con una commissione per il prelievo di circa 2,60 euro.

Dove dormire
Se siete dei viaggiatori zaino in spalla senza troppe pretese potrete dormire in posti puliti, con bagni in comune, con circa 30-40 euro a notte (cifra che può anche calare se viaggiate in coppia). Si tratta soprattutto di ostelli, pensioni o ryokan molto economiche. Ovviamente molto dipende dai vostri gusti. Io, per esempio, ho evitato con attenzione i letti all’occidentale preferendogli tatami e futon. Utilizzando portali come tripadvisor o hostelworld troverete molte sistemazioni carine e convenienti. L’unico consiglio che vi do, molto banalmente, è scegliere con attenzione la loro posizione nelle rispettive città.
Ad esempio: se siete a Tokyo meglio essere vicino a una fermata della Yamanote line (la circolare) o della metro, per evitare troppi cambi tra treni e linee. Tra i posti dove ho dormito in giro per il Paese vi consiglio caldamente il tempio Zenkoji a Takayama e la divertentissima e incasinata Guesthouse U-en di Osaka, la adorerete. Se pensate di andare nel Koyasan, magari dormendo lì per una o due notte, potete approfittare delle affascinanti foresterie dei templi prenotando da qui. I prezzi praticati dai monaci non sono però alla portata di tutti, io ho preferito il pulitissimo ostello della gioventù.

Non solo sushi
Potreste passare qualche mese in Giappone mangiando un piatto diverso ogni giorni. La cucina nipponica non è solo pesce crudo e zuppa di miso, anzi. Tra carni alla griglia cotte sul momento e fritture varie avrete l’imbarazzo della scelta. Lo stesso vale per i prezzi: se vi accontentate di una catena di fast food locale (come Sukiya) potreste pranzare addirittura con 4 euro. Viceversa non c’è quasi limite di spesa in un quotato ristorante di lusso.
Il mio consiglio è seguite la massa degli indigeni. Magari potrebbe essere difficile farsi capire, ma niente eguaglia l’esperienza di una cena in un piccolo ristorantino dove siete l’unico gaijin in coda con decine di salaryman affamati.

That’s all folks.
Questo blog finisce qui e rimane qui. Spero che possa esservi utile. Se avete qualche altra domanda o curiosità potete sempre scriverla nei commenti a questo post.
O mandare una mail a kipple2(chiocciola)yahoo.com
Sayonara!

Sayonara

Doveva essere una piccola parentesi logistica prima della partenza. E invece l’ultima notte a Osaka si è trasformata in una serata di saké e frittura che sarà difficile dimenticare. Merito dei fin troppo accoglienti abitanti di quella che è davvero la città più “terrona” del Giappone. A Tokyo mi avevano avvertito: “Vai a Osaka? Mamma mia, quelli sono rozzi e parlano in modo strano”. Non avevano capito che era proprio ciò che stavo cercando.
Ora che il Giappone è alle spalle non mi resta che rimettere insieme i pezzi e tentare di dargli un senso. E con la speranza di essere utile a qualcun altro come altri lo sono stati per me, tenterò di scrivere un piccolo prontuario di dritte e consigli per chi stesse progettando un viaggio nel Sol Levante. A presto per gli ultimi fuochi.

Last night on Osaka

La sola cosa che ho capito di Osaka, nelle poche ore in cui l’ho attraversata, e’ che che qui la gente e’ piu’ viva che nel resto del Giappone. Non me ne abbiamo a male gli amici di Tokyo e Osaka, ma a Osaka sono tutti piu’ simpatici, aperti e, concedetemi la licenza, mediterranei.
Credo che valga anche per il Giappone la solita regola: piu’ si va a Sud e piu’ ci si allontana dai grandi centri, piu’ la gente fara’ salti mortali per metterti a tuo agio e farti sentire “uno della casa”. A Tokyo ti passano attraverso, a Osaka se ti vedono imbambolato daventi a una fermata della metro si fermano e tentano di aiutarti. Forse e’ un effetto collatorale dell’immenso consumo di tako (il polipo), che qui assume un numero imprecisato di forme e viene consumato h24.
A proposito, e’ ora di cena, mi sa che ci si rivede dall’altra parte dell’emisfero.

Breakfast at Torodo

Kōbō-Daishi fa colazione ogni mattina allo stesso orario.
Poco dopo le sei quattro monaci attraversano il viale di fronte al Torodo per portare al fondatore del Koyasan il primo pasto della giornata. La scena si ripete dall’835 dopo Cristo, cioe’ da quando Kōbō-Daishi ha iniziato la meditazione eterna in attesa del Budda che verra’.
Stamattina, insieme a quei quattro monaci, c’erano anche due svizzeri un po’ spaesati e un siciliano decisamente addormentato. La prima cerimonia si basa principalmente sulla ripetizione quasi atona dei principali sutra del buddismo esoterico, seguita dopo qualche ora dal rogo delle preghiere scritte dai fedeli sulle stecche di legno vendute in ogni tempio. Niente foto, purtroppo, non era permesso. Stesso divieto allo Jukai, una sorta di battesimo ai precetti del buddismo (ma no per forza al buddismo) tenuto in una sala al buio del "seminario" locale. Intenso.
La riscrittura del sutra del cuore, prescritta da Kōbō-Daishi come atto meditativo e devozionale, e’ andata decisamente peggio. Devo migliorare il mio rapporto con gli ideogrammi cinesi.

Onsen addiction

Lasciate perdere per un attimo i templi, le pagode e i giardini zen. Archiviate anche le luci di Tokyo e il frastuono del pachinko. Fate lo stesso con sushi, sashimi, udon, soba, tempura e quant’altro.
Bene, se state cercando una ragione per venire in Giappone, e magari per rimanerci, quella e’ l’onsen. Meglio di qualsiasi sauna filandese o di qualsiasi bagno turco per almeno due motivi. Primo, ovviamente, e’ il prezzo: entrare nel piu’ antico onsen di Kyoto, e rimanerci quanto vi pare, costa circa 4 euro. E poi un onsen, nonostante tutti quei giapponesi nudi che si lavano fino al midollo, e’ un posto decisamente divertente. Visto che avrete a disposizione in media una decina di vasche: fredda, calda, tiepida, bollente, elettrificata (!!!), con l’idromassaggio, sulfurea, etc… Oltre che una sauna e un’altra vasca all’aperto. Purtroppo per me ho scoperto troppo tardi la bellezza degli onsen di Kyoto e ormai me li sono lasciati alle spalle. Stamattina sono partito per il Koyasan, la montagna piu’ sacra per il buddismo esoterico giapponese. Domani la giornata inizia alla sei con la cerimonia del fuoco. Segue pellegrinaggio tra decine di templi e nel pomeriggio esercizi di scrittura del sutra del cuore… MA-KA HAN-NYA-HA-RA-MI-TA SHIN GYO…

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